Craig Bellamy swing Riise golf Liverpool

“Io sono Craig Bellamy e non firmo per squadre di merda”

Basterebbe questa citazione per capire che quella che sto per raccontarvi è la storia di un personaggio piuttosto particolare. Onestamente non sapevo con quale articolo cominciare ufficialmente il blog, ma credo che nessuno come Craig Bellamy rappresenti l’essenza del Begbie Inside.
Attaccante gallese dal talento cristallino sin dall’età di 19 anni, quando esplode in Championship con la maglia del Norwich City siglando 13 gol in 38 partite, spiccherà infatti nella sua carriera lungo tutto il Regno Unito per un carattere irascibile e per il suo vizio di alzare troppo il gomito. Lo sa bene la bandiera del Newcastle Alan Shearer, suo padre putativo nel 2001, ma suo acerrimo nemico quattro anni più tardi, tanto da sfiorare con la testa matta di Cardiff un leggendario scontro fisico che ha riempito per diverso tempo le pagine dei tabloid britannici. Messo alla porta dai Magpies per motivi disciplinari, Bellamy, ancora 26enne e senza un grande curriculum su cui contare, rifiuta seccamente una proposta del Birmingham City con l’elegante motivazione che dà il titolo a questo articolo, rilanciandosi sportivamente per miracolo in prestito al Celtic Glasgow. Nel 2006 approda al Liverpool, il club di cui era tifoso sin da bambino. L’inizio è ottimo ma, come sempre è capitato nella sua carriera, dopo pochi mesi succede di tutto.
Succede, ad esempio, che il 19 febbraio 2007, pochi giorni prima della sfida di Champions League contro il Barcellona, Bellamy decida di attaccare il suo compagno di squadra “Ginge” Riise in un locale di karaoke, per non aver cantato una canzone in gruppo. La rissa degenera in albergo con Bellamy pronto a sfoderare una mazza da golf per colpire l’avversario. Nella sua autobiografia, The Goodfella, spiegherà qualche anno più tardi la nottata in questo modo. “Sono una delle peggiori persone da ubriaco. Quando Riise mi ha risposto male ho perso il controllo. Volevo provare il mio swing su di lui” (La stessa notte, giusto per non farsi mancare nulla in squadra, il portiere Dudek aveva deciso di farsi arrestare per aver litigato con un buttafuori in un locale notturno, ndr). Finita qui? No, perché due giorni dopo si gioca e, ironia della sorte, Bellamy sfodera tutto il suo talento, ammutolendo il ‘Camp Nou’ con un gol, celebrato poi mimando uno swing da golfista, e un assist proprio per il nemico/amico Riise. Pura follia e sprazzi di talento, l’essenza di un genio del calcio mai definitivamente compreso.
Nell’estate 2007 Bellamy passerà poi al West Ham, per poi approdare più tardi al Manchester City e ritornare al Liverpool nel 2011, tra screzi verbali, rumours e le immancabili liti, fino al ritorno a casa, nella remota Cardiff nel 2012. “Ho finito di fare il coglione” avrebbe promesso nelle sue prime interviste. C’è da crederci? Io spero di no.

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