#BegbieOnTour ep. 16 – Brian Clough e Nottingham Forest-Derby County, viaggio nelle East Midlands

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Comprate il biglietto della partita il venerdì e i voli il sabato, a poco più di 24 ore dal derby dell’East Midlands, destinazione: Nottingham.
Il #BegbieOnTour a Istanbul è stato senza dubbio un viaggio della speranza, ma anche il viaggio verso Nottingham ha regalato emozioni praticamente sin da subito.
Serata alcolica il sabato e poi dritti all’aeroporto per un volo verso Londra alle 6 di domenica mattina, aggiungeteci un pullman e tre ore di treno tra immensi spazi verdi (“non vi sentite orgogliosi di essere scozzesi?” cit.), pecore, vacche e zone industriali.
Arrivo alla stazione di Nottingham per le 13, giusto in tempo per orientarmi un attimo e vedere i primi casual marciare in direzione stadio. La città è piuttosto piccola, tutto è facilmente raggiungibile a piedi e la polizia sorveglia ogni strada che porta al City Ground. Ci si mette poco a trovare i primi tafferugli per le strade, anche se il tutto viene sedato abbastanza velocemente.

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Nottingham Forest – Derby County: la rivalità

Non è un caso che la sfida tra Forest e Derby, ovvero il derby delle East Midlands, sia stato classificato undicesimo tra le 20 rivalità più accese d’Inghilterra (prima di Everton-Liverpool, Arsenal-Tottenham o Leeds-Manchester United, ad esempio). C’è di mezzo Brian Clough, di cui i club si contendono la memoria e le imprese storiche, avendo allenato con successo entrambe le squadre conquistando trofei nazionali ed europei, oltre a diversi giocatori che hanno vestito entrambe le maglie e diverse risse ed espulsioni scaturite in campo nelle ultime sfide ufficiali.
Resta storica, ad esempio, l’esultanza di Nathan Tyson nel 2009 che, dopo la vittoria per 3-2 del Forest andò a festeggiare sotto la curva del Derby County con una bandierina del calcio d’angolo raffigurante lo stemma dei ‘Trees’, scatenando un putiferio.
Sempre nel 2009, le due tifoserie vennero a contatto dopo che i supporter del Forest lanciarono due teste di pecora (simbolo del Derby County) verso i rivali. Ci furono sei arresti per parte, quasi quanto il 2012, quando si raggiunse quota tredici.

Nottingham Forest: lo stadio

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Per arrivare al City Ground passo in mezzo a stradine pedonali mezze interrotte da cantieri che costeggiano villette da tipico sobborgo british. Più mi avvicino e più inizio a vedere i primi pub sovraffollati di tifosi, alcuni dove gli ospiti non sono graditi, altri in cui sono ben accetti. Ma lo scenario più affascinante è camminare sul ponte che attraversa il fiume Trent e vedere l’ingresso dello stadio, con una tribuna del City Ground piazzata praticamente sulla riva del fiume (è la più recente, la Trent Stand, non a caso).
Guardando verso l’altra sponda del fiume si riesce a scorgere anche Meadow Lane, lo stadio dei “cugini” del Notts County. Ci saranno circa 500 metri di distanza in linea d’aria tra i due impianti, ma c’è un fiume di mezzo a dividerli e una storia molto diversa tra i due club di Nottingham.
Vado a ritirare il mio biglietto al ticket office e mi dirigo nella Brian Clough Stand.
Piccola dritta per chi vuole andare a vedere il derby o altri big match del Forest: non potete acquistare il biglietto online a meno che non abbiate già acquistato un tagliando per un’altra partita in passato. L’unica soluzione percorribile è registrarsi al sito e chiamare la biglietteria per acquistare il biglietto telefonicamente, ritirandolo allo stadio.
Una volta entrato l’impressione è di uno stadio abbastanza spartano, simile a qualche piccolo stadio di club di Serie A o di una buona Serie B italiana, ma è salendo in tribuna che il City Ground, praticamente sold out per l’occasione, offre tutto il suo fascino.
Via il circo di sponsor prepartita e la mandria di turisti della Premier League, qui l’atmosfera inglese si sente ancora.

Ed è così che mi ritrovo accanto a un ragazzo con una grossa cicatrice sul volto che fa il pieno di Bulmers, rigorosamente venduto in bottiglia di vetro all’interno dello stadio, così come le birre (con il piccolo dettaglio che qui nessuno si sogna di lanciare una bottiglia di vetro dalle tribune), aprendolo con i denti. Per diventare suo amico mi basta davvero poco, gli spiego che sono italiano e parte già a dirmi “Grande, Garibaldi!”, il resto lo fa la coreografia dei tifosi del Nottingham Forest con “l’Eroe dei due Mondi” in bella mostra.

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È proprio in omaggio a Giuseppe Garibaldi, accolto e acclamato in Inghilterra dalla piccola e media borghesia l’anno prima della fondazione del Nottingham Forest, che i fondatori del club hanno deciso di utilizzare il rosso come colore sociale, o meglio il “Garibaldi Red”.
Il resto della partita è uno 0-0 molto tirato e non privo di polemiche, oltre a qualche momento di tensione tra steward e settore ospiti del Derby County.
Intorno a me, intanto, periodicamente tifosi ormai sopra la cinquantina, con diversi tatuaggi, si alzavano urlando insulti verso i rivali. Ho visto un signore alzarsi urlando “Wankers!” e mimando il gesto dei segaioli almeno una quindicina di volte in 90 minuti. Credetemi, uno spettacolo.

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Herbert Kilpin e i pub

Tornando dallo stadio faccio tappa in diversi pub. Ne provo un paio intorno al City Ground e man mano mi allontano. Finisco anche al The Herbert Kilpin, il pub creato in onore di uno dei fondatori del Milan, che trasmette solo gare del campionato italiano, ma lo sconsiglio decisamente. Zero atmosfera, zero tutto. Piuttosto passate davanti alla vecchia casa di Kilpin, 191 Mansfield Road, e andate a bere da altre parti: una tappa al Ye Old Trip To Jerusalem è d’obbligo, ma anche il Royal Children e molti altri nella zona del centro rendono giustizia a Nottingham e alla sua anima british nuda e cruda.

La statua di Brian Clough

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Alla fine chiaramente sono passato davanti anche alla statua di Brian Clough. Lo ammetto, pensavo fosse una trovata turistica in un centro storico che non regala esattamente grandi sussulti, invece sarà per il fottuto freddo o per essermi preso un bel acquazzone inglese, trovarmi di fronte a Cloughie, circondato dalle sue citazioni più celebri, è decisamente emozionante per ogni appassionato di calcio.
Una statua a Nottingham, una strada dedicata a Derby (la Brian Clough Way), la rivalità tra Forest e County nel segno di Clough prosegue anche fuori dal campo, in attesa del prossimo match.

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